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IL TENEBRISMO
Il Tenebrismo è una corrente pittorica di inizio XVII secolo; gli artisti che la seguirono adoperarono nel dipingere contrasti di chiaroscuro molto forti rischiarando poi con un fascio di luce la figura protagonista del quadro. Si tratta di immagini pittoriche dove regna sempre l'oscurità essendo volutamente immerse nelle tenebre per dare all'ossevatore le sensazioni più inquietanti a scopo di far riflettere.
A Milano Leonardo da Vinci iniziò con l'avvolgere attraverso fasci di luce alcuni protagonisti dei suoi quadri mentre studiava le espressioni di dolore e partendo da questa lezione, il milanese Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, sviluppò tutta la sua pittura. Sarà lui a lanciare la moda del Tenebrismo, stile molto adatto a creare scene capaci di dare impressioni forti di natura provocatoria. Era quello che Caravaggio voleva: denunciare la sofferenza del popolo ignorata dai potenti. Egli non ebbe allievi, ma tantissimi seguaci come Jusepe de Ribera e Battistello Carracciolo, i quali come lui si servirono di lampi di luci per far individuare le forme nascoste dall'oscurità dei personaggi (sempre scelti nelle classi sociali più basse).
Il Tenebrismo si adattò perfettamente allo stile anticlassico scelto nel Seicento per opporsi al classicismo imperante amatissimo dai regnanti, i quali preferivano vedere raffiguato su tele solamente la gioia di vivere.
(FAGR 14-07-2024)
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