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UN FESTINO DEGLI DEI TRA IL SACRO E IL PROFANO (PRIMA PARTE) 
 
Il "Festino degli dèi" è l'unico dipinto a carattere mitologico del grande pittore veneto Giovanni Bellini e venne realizzato nel 1514 su commissione di Alfonso d'Este, duca di Ferrara. Il restante della sua produzione fu interamente di tipo religioso.  
Questo dipinto fu destinato alla decorazione dei "camerini d'alabastro" dello studiolo di Alfonso a Ferrara, denominato anche "Via Coperta" perchè queste stanze dal castello d'Este giungevano fino al Palazzo Municipale.  
Le decorazioni di questi appartamenti privati dovevano riflettere lo status sociale del proprietario insieme a tutti i suoi interessi e pensieri. Sebbene oggi i camerini degli Este siano scomparsi, ci sono pervenuti documenti che ci aiutano a ricomporre i cicli pittorici eseguiti da artisti diversi di cui fece parte anche il Bellini. Essi erano dedicati a Bacco, Venere e secondo alcuni studiosi anche a Cibele; avevano inoltre la particolarità precisata da incisioni di preservare "la solitudine, la quiete, la serenità" del duca.  
I soggetti mitologici in realtà sono poco adatti alla tranquillità; festini, baccanali, tradimenti, battaglie e vendette non inducono alla quiete essendo raffigurati con movimenti  
esagitati.  
La ricerca della serenità tramite la solitudine, è un concetto più consono a soggetti religiosi ma in questo caso, lo studiolo avrebbe avuto un'aspetto troppo serioso e forse Alfonso I temeva di trovarsi a riflettere sui suoi peccati invece di rilassarsi come voleva.  
Ecco dunque sorgere l'esigenza di rendere i dipinti della mitologia greco-romana privi di qualsiasi eccesso, senza movimenti convulsi che potessero scuotere i nervi dell'osservatore. Nel Festino del Bellini non esiste concitazione negli atti dei personaggi che sono diciassette in tutto. Alcune figure sono semplicemente sedute apparentemente in attesa del risveglio della donna semi-nuda sulla sinistra.  
Il significato di quest'opera è tutt'oggi un mistero; varie versioni sono state date a riguardo, ma nessuna ha mai convinto in gran numero i critici.  
FINE 1° parte  
(FAGR 9-7-10)  
 
 
 
 
 
 
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