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I SONETTI DI RAFFAELLO SANZIO
Come ogni genio rinascimentale Raffaello Sanzio (1483-1520), si dilettò con la scrittura di sonetti e versi.
Sono cinque i sonetti accertati scritti di suo pugno (ne esiste un sesto ma è ritenuto un falso) e vennero trovati sui disegni preparatori della “Disputa del Sacramento”, affresco della Stanza vaticana della Segnatura eseguita nel 1509.
Questi sonetti sono annotazioni ai margini dei disegni, come pensieri affacciati nella mente del grande artista urbinate e gettati là casualmente, forse semplici appunti per qualche progetto letterario.
Il tema generale è l’amore, la passione, il “foco” che arde e tormenta l’animo dell’uomo. Difficile è stabilire se questi sonetti furono ispirati da un sentimento provato in quel periodo per una donna o se fu un semplice cimentarsi in versi come fece anche Michelangelo in quello stesso periodo (lo scultore scrisse versi già dal 1505 e forse anche da prima).
La seconda ipotesi è senz'altro la più probabile se si tiene conto che in quel periodo era di gran moda scrivere versetti in stile petrarchesco; non si può quindi escludere che fosse il modo del Sanzio di mettersi alla prova anche come letterato.
Sotto ogni sonetto si trovano frasi appuntante separatamente e sono delle varianti al verso stesso.
Di tempo però Raffaello ne aveva ben poco; appena giunto a Roma iniziarono una serie di commissioni che spaziavano dall’architettura agli allestimenti scenici, alle medaglie e persino ai camini, pertanto non dedicò mai alla scrittura più di qualche minuto al giorno, probabilmente solo mentre finiva di creare bozze per i suoi affreschi.
Un peccato di certo, visto che il talento di Raffaello sembrava espandersi in ogni campo.
(FAGR 01-04-2012)
Bibliografia:
"Scritti letterari" di Raffaello Sanzio, a cura di Mauro Sinigaglia, Acquaviva, 2002.
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