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LA FIGURA DEL PIERROT 
 
La maschera di Pedrolino nacque in Italia nel Cinquecento, ma solo nel 1676 venne introdotta nelle commedie francesi con il nome di Pierrot. Si tratta di uno zanni (servo della Commedia d'arte) dal carattere mite, sempre pronto a commuoversi e fedelissimo alla moglie e al suo padrone (al contrario di Arlecchino, Pulcinella e altri, alquanto bricconi).  
Grazie all'arte pittorica attentissima a quanto avveniva nel mondo dei teatranti, sappiamo che molte cose di Pierrot, compresa la lacrimuccia disegnata sul volto, nascono solo alla fine dell'Ottocento; prima questo personaggio attualmente adorato dai mimi, portava si, un costume completamente bianco come nel XVI secolo, ma compreso di bottoni e cappello bianchi, i quali sono stati invece sostituiti con dei pon pon e un cappello a calotta nero.  
Nei quadri si nota anche che questa maschera oltre a portare ancora il bianco camicione con pantaloni (di modelli entrambi larghissimi), munito di colletto in stile secentesco, ha conservato il carattere sensibile, facile al pianto, tanto apprezzato a teatro in passato.  
In alcuni dipinti ottocenteschi egli appare in atteggiamento romantico con la moglie Franceschina, la quale però non è mai stata presente nei secoli antecedenti accanto a lui; questo è accaduto probabilmente perché ella era poco amata dai pittori, in quanto descritta nella Commedia d'arte come donna infedele capace di trattare il marito come uno sciocco.  
La maschera di Pierrot più famosa della storia dell'arte è sicuramente quella di Antoine Watteau con fiocchi rosa alle scarpe bianche, anche se sarà quella di Leon Comerre a ispirare di più i disegnatori di cartoline e di illustrazioni di libri nel XX secolo, i quali prendendo spunto per i loro lavori dall'arte pittorica esclusivamente francese (i pittori i italiani non si sono mai interessati a Pedrolino), hanno finito per cambiare il nome alla nostra italianissima maschera... ed è così che Pedrolino viene oggi chiamato Perrot.  
(FAGR 2-2-12) 
 
Antoine Watteau (1684-1721) 
 
Auguste Toulmouche (1829-1890)  
 
Leon Comerre (1850-1916)  
 
Honoré Daumier (1808–1879)  
 
 
 
 
 
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