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ANDREA DEL CASTAGNO 
 
Andrea di Bartolo nacque a Castagno nell’alto Mugello (Firenze) nel 1419, da Bartolo di Simone di Bargiella e da Lagia. Nel corso della sua breve esistenza, stroncata prematuramente dalla peste nel 1457, Andrea del Castagno creò notevoli capolavori in chiese, monasteri, palazzi e ville, ma solo pochi dei suoi straordinari lavori sono stati conservati fino ad oggi. E’ questo un pittore che è stato a lungo posto in disparte nella storia della pittura italiana, forse per l’immagine che di lui ci ha restituito il Vasari, che lo ha descritto a fosche tinte come il cinico e invidioso assassino di Domenico Veneziano (1410-1461), suo probabile maestro. Nell’Ottocento si dimostrò che Andrea del Castagno era già morto da quattro anni allorché venne a mancare Veneziano, e iniziò così la sua riabilitazione. Egli fu un grande interprete della fase eroica del primo Rinascimento, e seppe tradurre in pittura i ritmi lineari della scultura. I suoi lavori vigorosamente realisti, derivano dalla conciliazione della plasticità tridimensionale di Masaccio con la scultura di Donatello. Il tempo eroico del Rinascimento finirà con l’avvento della corrente filosofica del neoplatonismo, che troverà la sua massima estensione nel periodo di Lorenzo il Magnifico. Essendo una corrente con un forte accento estetizzante, aprirà l’epoca del bello ideale e questo spiega perché Andrea del Castagno non trovò seguaci diretti, anche se ebbe una sua bottega e tra i suoi aiutanti figura anche Piero del Pollaiolo. Naturalmente la sua arte fu studiata attentamente dagli artisti di quel tempo, ma rimase fondamentalmente un artista isolato. 
Apprezzato dai suoi contemporanei, lavorò come Paolo Uccello (anch’egli indicato come suo maestro), per l’Opera del Duomo di Firenze, dove risulta pagato per il cartone con la “Deposizione”, destinata ad una vetrata della cupola.  
Nel lustro 1445-1450, si collocano i suoi veri capolavori assoluti: “l’Ultima Cena” con le “Scene della Passione”, commissionato nel 1447 da Cecilia Donati, Badessa dell’antico Convento delle benedettine di Sant’Apollonia in Firenze, uno dei lavori più lodati del periodo rinascimentale. 
 
 
 
 
 
 
 
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Mitologici, allegorici, paesaggi e architettura 
 
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