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UNA COMMITTENTE PIU' UNICA CHE RARA
Nessuna donna nel Rinascimento italiano può essere paragonata ad Isabella d'Este (1474-1539) per fama. Lei fu davvero unica. La sua vita fuori dall'ordinario già perché figlia di una principessa e nipote della regina consorte del re di Napoli, stupì anche per la sua eccezionale intelligenza e sensibilità artistica. Fin da piccola risultò intellettualmente precoce e i suoi genitori, Ercole I d'Este e la principessa Eleonora d'Aragona, accorgendosene, fecero di tutto per alimentare la sua fame di sapere. Isabella andò in sposa a Francesco II Gonzaga, un matrimonio all'inizio felice, ma che con gli anni divenne tesissimo. Il marito finì per odiarla a morte nonostante gli diede ben sei figli, così come altri suoi contemporanei; il papa Giulio II ad esempio non esitò ad insultarla pesantemente. Oggi però è considerata l'unica primadonna del Rinascimento perché diventata marchesa di Mantova, non solo resse la reggenza della città dei Gonzaga con saggezza durante le assenze per motivi militari del marito, ma divenne una grande mecenate e protettrice di artisti e poeti. Collezionò opere d'arte sia pittoriche che scultoree per tutta la vita e famoso è il suo studiolo mantovano in Palazzo Ducale decorato con le allegorie di Andrea Mantegna, Perugino, Lorenzo Costa e Correggio. Per lei lavorarono non solo questi pittori, ma anche Giovanni Bellini, Giorgione, Leonardo da Vinci, Rafffaello Sanzio, Tiziano Vecellio, Giulio Romano, Dosso Dossi e parecchi altri. Alla sua corte tra i suoi protetti vi furono molti intellettuali (tra cui l'Ariosto) che arricchirono l'Italia di importanti libri, inoltre Isabella dettò anche i canoni della moda del suo tempo perché tutte le nobildonne la imitarono nel vestirsi.
(FAGR 06-09-2025)
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"Ritratto di Isabella d'Este" di Leonardo da Vinci
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