RIVISTA D'ARTE ONLINE DELLA FALSI D'AUTORE GIULIO ROMANO
 
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BEATO ANGELICO 
 
La data di nascita di Beato Angelico non è certa: viene generalmente posta tra il 1395 e il 1400. Il suo vero nome era Guido di Pietro e una volta entrato nell’ordine domenicano nel 1420 ca, divenne fra Giovanni da Mugello (luogo di nascita, nei pressi di Firenze), poi fu chiamato da Fiesole e in seguito da Firenze. Verso la fine del Quattrocento Fra’ Domenico Corella nel suo “Theotocon" e l’umanista Cristoforo Landino adottarono per il maestro l’appellativo di “Angelico”, riferendosi alla sua vita pia e al suo stile di pittura soave e armoniosa. Beato Angelico fu tra i maggiori pittori del primo Quattrocento e dopo la morte di Masaccio nel 1428, divenne il protagonista della pittura fiorentina. Tutte le sue opere conosciute sono di soggetto sacro, ma nonostante il suo cuore fosse rivolto sempre verso il cielo, seppe introdurre nelle sue rappresentazioni i caratteri della vita reale, interpretando nel modo più maturo i valori figurativi del primo Rinascimento.   
L’artista ricoprì la carica di vicario del convento di San Marco a Firenze, e morì a Roma nel 1455, dove era ritornato nel 53-54 per lavorare nella chiesa di Santa Maria. Beato Angelico aveva già compiuto alcuni viaggi in questa città per volere del papa Niccolò V, il quale gli aveva commissionato alcuni affreschi per il suo studio (perduti), e la decorazione della Cappella Niccolina col l’intento di seguire la formula mediatrice di un umanesimo cristiano, già inaugurata dal suo predecessore Eugenio IV. 
A Roma, nella Pinacoteca Vaticana, è conservato uno dei suoi più grandi capolavori: “Nascita di San Nicola” (1447-49), dove Beato Angelico come nel suo stile, da risalto alla principale espressione rinascimentale, cioè la prospettiva,  senza trascurare gli elementi d’effetto della tradizione tardo gotica, come ad esempio è il mostrare nella stessa rappresentazione, due episodi successivi di cui è protagonista lo stesso personaggio. 
 
 
 
 
 
 
 
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STORIA DELL'ARTE IN COMMEDIA 
-A LEZIONE DA RAFFAELLO E MICHELANGELO- 
 
Due artisti fuori dal comune e fuori dal tempo, ci narrano la storia dell’arte partendo dai suoi albori. Hanno temperamenti e punti di vista diversi, spesso litigano ma proprio per questo, la visione di quanto avvenne nel mondo artistico ci apparirà più chiaro. Una commedia unica, spiritosa e ironica che divertendo, tratta una materia in cui è rinchiusa tutta la storia dell’uomo con grande rispetto per la realtà. (Continua su FAGR-Libri)