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IL MITO ANTICO DI DEUCALIONE E PIRRA 
 
Il mito di Deucalione e Pirra è l'equivalente greca dei racconti che narrano del diluvio universale, un avvenimento accennato  da tutti i culti e religioni nei loro libri; si pensa sia riferito a quando nell'era glaciale, i ghiacciai che ricoprivano gran parte dei continenti iniziarono a scioglierisi provocando violente inondazioni.  
Gli uomini antichi ricordarono l'evento dapprima tramandandolo oralmente e poi scrivendolo con la convinzione che Dio avesse voluto eliminare la stirpe umana perché ormai troppo corrotta.  
Deucalione (figlio di Promoteo, colui che rubò la torcia agli dèi per darla agli uomini) sposò sua cugina Pirra (figlia di Epimeteo, fratello di Promoteo menzionato in molti miti greci) e per il loro il cuore puro, il dio Zeus volle salvarli dal diluvio e donare il compito di far rinascere una nuova umanità. Nei quadri dedicati a questo mito la coppia è stata raffigurata da Pieter Paul Rubens (1577-1640) e da Giovanni Benedetto Castiglione (1609-1664) mentre si gettano pietre dietro la schiena; ciò accade perché essendo Promoteo e Epiteto figli della dea Gea (la Terra), a Deucalione e Pirra come loro discendenti bastava fare ciò per creare nuovi uomini (le pietre erano viste come ossa della Terra).  
Secondo una versione del mito era stato un oracolo di Temi a consigliare ai due coniugi di lanciare le ossa della madre Terra dietro la schiena affinché potessero trasformarsi in uomini ed è così che li rappresentò Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594), nell'atto di pregare la statua della dea Temi. 
Un'altra versione invece, siccome persone buone, possedevano il diritto di esprimere un desiderio a Zeus e essi chiesero di poter portare in salvo con loro della gente; il dio consigliò allora di gettare pietre dietro la schiena così quelle di Deucalione sarebbero diventati maschi mentre quelle di Pirra femmine. 
(FAGR 24-9-19)  
 
Pieter Paul Rubens 
 
Giovanni Benedetto Castiglione 
 
Jacopo Tintoretto 
 
 
 
 
 
 
 
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