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IL MISTERO DEGLI SCRITTI COMPROMETTENTI IN POSSESSO DI MICHELANGELO BUONARROTI (1° parte) 
 
Siamo in un brutto periodo ma per cercare di rendere meno pesante questa situazione dolorosa, vi proponiamo un mistero riguardante Michelangelo Buonarroti da risolvere. Il grande artista scrisse tre lettere al nipote Lionardo (il 12 gennaio, il 31 gennaio e il 14 febbraio del 1562) dove parla di alcuni scritti che era pericolo per lui tenerli con sé e per questo glieli aveva spediti. Nella prima lettera gli chiese di rispedirgliele perché non c'era più pericolo e desiderava mostrarle al papa; nell'ultima rivela di non essere ancora riuscito nel suo intento e dopo averne fatte delle copie, le rinvia al nipote dicendogli "che è sempre bene averle in casa".  
Come venne in possesso Michelangelo di quegli scritti? 
Perché era pericoloso per lui averli con sé? 
Chi potrebbe averglieli dati? E perché avrebbe accettato di tenerli? 
Proveremo a mettere in luce alcuni momenti chiave degli ultimi anni del celebre scultore per cercare di risolvere questo grande mistero. 
Cosa sappiamo: 
1) Nel 1562 Michelagelo ha 87 anni. 
2) Nella prima lettera dice al nipote di avergli spedito gli scritti "già più anni sono", ovvero alcuni anni addietro, ma non sappiamo con certezza quanti. Possiamo presupporre intorno ai dieci-dodici anni prima, dal 1550 al 1562, perché se si fosse trattato di venti o più anni probabilmente lo avrebbe indicato nella lettera con più certezza; inoltre troppi anni prima il nipote sarebbe stato ancora molto giovane e non gli avrei mai affidato qualcosa di così importante. 
3) Il papa nel 1562 era Pio IV (dal 1559 al 1563). 
4) Michelangelo dice che vuole mostrarle al papa per sua "utilità e onore". Questi scritti dunque gli avrebbe gioviato con la Chiesa e gli avrebbero dato "onore" l'averli conservati. Non temeva quindi ripercussioni da parte del papa mostrandoglieli. 
Nel prossimo articolo analizzeremo alcuni avvenimenti in cui Michelangelo avrebbe potuto trovarsi coinvolto negli ultimi anni della sua lunga vita. 
 
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(FAGR 14-3-20)  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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