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L'OCCHIO INDISCRETO I: LA TOILETTE
Gli artisti del passato con i loro pennelli, svolgevano il lavoro della nostra macchina fotografica ricorrendo però spesso alla fantasia e sicuramente, questa non mancò nel Settecento quando iniziò la stagione festosa del Rococò. Uno dei momenti di maggiore intimità raffigurato in pittura in questo periodo, fu la “toilette” con donne da sole o in compagnia che si sistemavano i capelli davanti allo specchio, si lavavano o si agghindavano per iniziare la giornata. A parte qualche apparizione in pittura precedente come il "Donna allo specchio" del quattrocentesco Giovanni Bellini, i quadri intitolati “La toilette” cominciarono ad imporsi nel XVIII con il re francese Luigi XV, il quale preferì una pittura capace di mettere in evidenza gli aspetti più seducenti della vita; a soddisfare il suo desiderio di vedere scene intime proibite agli uomini, fu la marchesa Poumpadour, sua amante e donna dal grande estro creativo. Ella provvedette a suggerire ai pittori molte idee civettuole da rappresentare per divertire il re e il suo successo fu tale, che ne nascerà una moda pittorica. Le corti europee applaudiranno al piacere visivo dato dalle raffigurazioni Rococò e gli artisti per soddisfare le fantasie erotiche di una clientela desiderosa di immagini mirate a far evadere dalla realtà, si diedero molto da fare. Boucher e Garnier ritrassero dame riccamente vestite mentre si sistemano la biancheria intima in privato e tutto quanto indiscreto guardare. Nell'Ottocento la trasgressione al decoro in pittura non fu affatto abbandonata: Velazquez una "Venere allo specchio" molto provocante; Berthe Morisot ritrasse una dama allo specchio di schiena molto sensuale; Bazille nella sua “Toilette” mostrò una donna nuda rilassata sul letto con due serve che l'aiutano a vestirsi; Corot non rinunciò alla natura e svolse il tema delle abluzioni mattutine all'aperto e sia Renoir che Degas, raffigurarono donne nude nell'atto di lavarsi in bagni privati.
(FAGR 10-9-09)
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Boucher
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Garnier
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Watteau
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Morisot
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Bazille
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Corot
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Renoir
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Degas
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Degas
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Sacro, biblico e nature morte
In “Guida ai perché nascosti dei quadri” troverete opere d'arte pressoché sconosciute, altre che sollevarono vespai, altre ancora capaci di ispirare numerose generazioni di pittori e la vostra sarà quindi una esplorazione profonda del mondo dell'arte, un campo con ramificazioni infinite (socio-religiose, socio-culturali, socio-politiche). Nulla può diventare chiaro se non ci si pone dei “perché” perciò questo testo sarà preziosissimo per l'aspirante storico dell'arte che troverà in esso una fonte inesauribile di dati e spunti per le proprie personali riflessioni. Tutto è stato raccontato in maniera da far trascorrere piacevolmente il tempo al lettore, il quale scoprirà il mondo dell'arte nella concisione più assoluta. Con immagini. (Continua su FAGR-Libri)
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