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LE CARICATURE DI HOFFMANN
Il grande esponente del Romanticismo tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822), scrittore, musicista pittore e giurista, seppe esprimere al meglio la sua brillante vena satirica attraverso divertenti caricature. Si laureò in legge, tuttavia non amò mai molto fare il magistrato e se comunque lo fece, fu solo per i parecchi problemi economici che lo afflissero sempre. Egli preferiva in ogni caso frequentare gli artisti e non i colleghi avvocati, i quali furono da lui detestati tanto da non esitare mai a metterli alla berlina con i suoi disegni. Hoffmann possedeva uno spirito libero e perciò ebbe sempre il coraggio di sfidare il modo di pensare dei suoi superiori. Per le sue “impertinenze” venne trasferito da Posen ad un luogo triste e isolato di nome Plock e quando smuovendo tutti i suoi amici più importanti finalmente riuscì ad a far cessare il suo esilio, non cambiò nulla del suo atteggiamento ribelle alle convenzioni sociali; tornò infatti a far caricature ai suoi superiori appena giunse a Varsavia, la destinazione successiva a Plock. Quando gli vennero poi affidati gli affreschi di palazzo Mniszek (sempre a Varsavia), il suo gusto satirico esplose; l'artista non seppe proprio resistere alla tentazione di dipingere gli dèi con l'aspetto caricaturale dei funzionari da cui dipendeva. Inutile dire che ebbe altre noie, ma niente fermò mai la sua voglia di deridere le assurdità da lui viste. Tornato a Berlino dove aveva vissuto in gioventù non riuscirà più di conseguenza a farsi inserire tra i dipendenti della magistratura e ovviamente, neanche ad ottenere altri incarichi nel mondo della pittura, ma il suo genio verrà apprezzato in questo periodo soprattutto dal punto di letterario e musicale. La sua vita come si può ben immaginare fu alquanto difficile e come spesso capita a chi naviga contro corrente, morì giovane a 46 anni, dopo però magistrati a parte, incominciò ad essere apprezzato come meritava e il suo lavoro ispirò molto sia il campo della satira moderna, della letteratura e anche della musica in tutta Europa.
(FAGR 20-3-17)
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Sacro, biblico e nature morte
In “Guida ai perché nascosti dei quadri” troverete opere d'arte pressoché sconosciute, altre che sollevarono vespai, altre ancora capaci di ispirare numerose generazioni di pittori e la vostra sarà quindi una esplorazione profonda del mondo dell'arte, un campo con ramificazioni infinite (socio-religiose, socio-culturali, socio-politiche). Nulla può diventare chiaro se non ci si pone dei “perché” perciò questo testo sarà preziosissimo per l'aspirante storico dell'arte che troverà in esso una fonte inesauribile di dati e spunti per le proprie personali riflessioni. Tutto è stato raccontato in maniera da far trascorrere piacevolmente il tempo al lettore, il quale scoprirà il mondo dell'arte nella concisione più assoluta. Con immagini. (Continua su FAGR-Libri)
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